Il contatto con il corpo

Ottobre 2012. La prima volta che ho incontrato il lavoro di crescita personale a mediazione corporea, nel particolare la psicoterapia bioenergetica.  Allora ero un po’ dubbiosa su che cosa volesse dire “lavorare con il corpo”, non conoscevo il ruolo del respiro nel contatto profondo con sé stessi e non mi era chiaro come il movimento abbinato alla respirazione potesse avere a che fare con le mie emozioni e i miei vissuti interiori. Ma è allora che è successa questa cosa: mi sono ritrovata nel mio corpo, ho sentito le emozioni nel corpo, ho sperimentato come i vissuti si trasformano attraverso esercizi fisici e con la successiva integrazione cognitiva attraverso l’analisi, la riflessione e il dialogo. E questo è stato del tutto sorprendente.

Oggi, dopo anni di lavoro e di formazione professionale con tecniche psicocorporee (come la bioenergetica, le meditazioni attive e statiche, la craniosacrale biodinamica), posso dire che il corpo è il riferimento centrale nel lavoro di crescita personale. Non si può prescindere dal corpo e dai molti modi di dire “corpo”.
Questa è la prospettiva che ho incontrato anche nel percorso formativo di counseling in psicosomatica olistica PNEI e nel training di base in craniosacrale biodinamica.

E qui arriva il senso di questo primo articolo e di questo sito, con blog annesso: offrire servizi di counseling e dare informazioni sulle basi scientifiche che validano il lavoro. Il sito è strutturato in apposite sezioni, gli ambiti generali di riferimento sono: il counseling in psicosomatica olistica PNEI e il Protocollo Mindfulness Psicosomatica (PMP),  la mediazione e comunicazione empatica ed efficace e la craniosacrale biodinamica.

Seguire il blog sarà mettere lo sguardo su tematiche relative al ben-essere e alla consapevolezza di sé attraverso l’integrazione del lavoro somatico, emotivo, relazionale e la comunicazione. Il non-verbale e il verbale qui saranno strumenti da utilizzare e risorse a cui fare riferimento nella propria quotidianità e quindi nella propria vita per affrontare momenti di difficoltà, per prevenire e gestire lo stress, ansia, stati di bassa energia e muoversi verso una maggiore realizzazione personale.

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Last but not least… Vorrei porre l’attenzione su un aspetto fondamentale di questo lavoro: la meditazione intesa sia come tecnica sia come stato dell’essere. Qui non mi dilungherò su questa tematica, che sarà ampiamente affrontata nei prossimi articoli, voglio soltanto ricordare che la meditazione ha a che fare con la presenza a se stessi, ha a che fare con il corpo e con  un’attenzione radicata e priva di giudizio, tutti elementi che ritroveremo nel Protocollo di Mindfulness Psicosomatica e che ci accompagneranno nei prossimi articoli.

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